Rispettiamo le fasi di crescita del bambino

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Uno degli argomenti che più fa discutere nel mondo della scuola calcio è il rispetto delle fasi di crescita dei bambini da parte dei formatori.

Bisogna ricordare infatti che ogni età è diversa, e spesso alcuni concetti validi in una determinata annata, in un’altra crollano e vengono completamente sostituiti.

Un valido formatore deve quindi rispettare la fascia di età del suo gruppo, sia in allenamento che in partita.

Sono due gli errori principali che vengono commessi ogni giorno sui campi di calcio giovanile:

  • Volere affrettare i tempi
  • Credere che i bambini siano degli adulti in miniatura

AFFRETTARE I TEMPI

Cosa vuol dire affrettare i tempi?

Vuol dire accelerare le fasi di crescita del bambino, saltandone alcuni passaggi e credendo di trarne vantaggio a lungo termine.

I vantaggi in realtà non ci sono.

Nella matematica è impossibile fare le divisioni se prima non hai imparato le tabelline.
Stessa cosa nel calcio, prima di raggiungere un determinato step è fondamentale seguire una certa strada.

Un classico esempio è dato dalle modalità di gioco nelle partite di scuola calcio.
Prima che si impari a giocare ad 11 è necessario seguire la strada dei raggruppamenti e 3vs3, 5vs5, 7vs7 e 9vs9.
Sarebbe impensabile, da folli, far giocare i Piccoli Amici ad 11 saltando quindi tutte le fasi imposte dalla Federazione.

Allo stesso tempo è un errore anche saltare una sola fase.
Una squadra di Pulcini che inizia a giocare a 7 non può partecipare a tornei a 9.
Non ha senso.
Ha senso iniziare ad introdurli nel calcio a 9 verso la fine del secondo anno dei Pulcini, non al primo.

I bambini iniziano a fare i primi raggruppamenti e le prime partitine 3vs3, questo per far si che tutti siano coinvolti nel gioco e che tocchino il più possibile il pallone.
Successivamente arriva il calcio a 5 dove il numero resta ancora ridotto, e la palla viene toccata molte volte dal bambino. In questa fase iniziano ad essere importanti alcuni concetti di posizione, dove i bambini imparano che esiste il difensore, l’attaccante, gli esterni ecc…
Il calcio a 7 è un passo in avanti importante
dove viene richiesta più attenzione ad alcuni principi di tattica individuale, così come nel calcio a 9 dove si inizia a toccare con mano il calcio ad 11.

Non è una gara a chi arriva prima! Abbiamo tempo e quindi va sfruttato tutto per il meglio.

La Federazione, non a caso, ha ritenuto che ognuna di queste fasi debba essere superata ogni biennio.

Prima di giocare 11vs11 i bambini devono giocare 10 anni a numero ridotto.
Il tempo a disposizione c’è, quindi perché affrettare le cose?

CREDERE CHE I BAMBINI SIANO DEGLI ADULTI IN MINIATURA

Errore grave, gravissimo, che può avere ripercussioni fisiche o psicologiche nel bambino.
I bambini non sono dei mini adulti!
Bisogna rispettare le loro fasi di crescita.
Come abbiamo detto in precedenza alcune richieste sono adatte per alcune fasce d’età, altre lo sono meno.

La partita ad esempio deve essere un momento di crescita, in cui viene applicato ciò che si sta imparando in allenamento.
Ovviamente entra in gioco la competizione (sta a noi formatori far si che sia una sana competizione), ma resta pur sempre un momento in cui il bambino deve imparare.

Quindi non è importante la vittoria!

In Eccellenza si gioca per vincere, noi giochiamo per imparare.

E allora a cosa servono gli schemi su calcio d’angolo, su punizione, le giocate telecomandate e via dicendo..?
A nulla se non a vincere la partitina distaccandoci allora dallo scopo della scuola calcio: Imparare.

Quindi evitiamo di avere nella squadra Pulcini dei titolari e panchinari fissi, i ruoli fissi, i numeri di maglia e capitani fissi…
Personalmente ad ogni partita cambio tutto.

  • Non esistono titolari
  • I ruoli variano in quanto tutti devono imparare a fare tutto (anche se è normale che ad un certo punto si inizino ad intravedere alcune attitudini)
  • I numeri di maglia vengono dati in modo casuale prima di ogni partita
  • A rotazione tutti avranno la fascia da capitano.

Abbiamo detto che trattare i bambini come se fossero adulti potrebbe causare addirittura ripercussioni fisiche.
E’ infatti dannoso, oltre che inutile, sovraccaricare durante l’allenamento le prestazioni fisiche dei bambini.

I giri di campo, il test di Cooper, lo stretching, gli allenamenti sulla forza e resistenza, lasciamoli alle squadre di adulti.
Noi dobbiamo insegnare la tecnica, la tattica individuale e sviluppare le capacità coordinative e cognitive dei nostri piccoli calciatori

Insomma, fare il Formatore di scuola calcio non è facile.
Come spieghiamo in questo articolo (Clicca qui) è necessario avere una conoscenza completa su tutte le fasi di crescita del bambino.

Resta importante confrontarsi con diversi colleghi per capire se la propria idea è giusta ed ha senso.

In caso di ulteriori dubbi basterebbe chiedersi:
Sto affrettando i tempi?
Sto trattando i bambini come se fossero adulti?

E allora la risposta verrà da sé.


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  • Sono d’accordissimo su tutto.. non bisogna affrettare i tempi .. bisogna fare in modo come si insegnano le lettere dell’ alfabeto per imparare a leggere e a scrivere o insegnare le note musicali per la musica, quali sono le note musicali o le lettere dell’alfabeto del gioco del calcio? quali sono le abilità motorie e le coordinazioni specifiche di base per imparare gradualmente a muoversi con la palla ma anche senza palla con gli stessi movimenti? cosa fare? come fare? certo sviluppo schemi motori di base per la motricità generale ma soprattutto il calciare ( schema motorio di base che mi sembra trascurato ) per condurre, trasmettere e ricevere. E’ importante la correttezza dei movimenti, i punti di impatto dei piedi che hanno il contatto con la palla, il tutto con la necessaria gradualità e poter verificare il lavoro svolto. saluti

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