La seduta di allenamento: Struttura a fasi

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La seduta di allenamento, anche all’interno di una scuola calcio, è composta da un contenuto ed una forma.

Un buon Formatore deve essere capace di proporre contenuti adeguati all’età ed alle capacità dei propri bambini, rispettando quindi le loro fasi di crescita (leggi articolo), in modo da esprimerne il loro massimo potenziale.

Oltre al contenuto, è importante per un buon Formatore, individuare in che modo strutturare il proprio allenamento.
Questo passaggio può sembrare banale e trascurabile, ma ogni gruppo potrebbe sentirsi a proprio agio con un certo tipo di struttura, così come ogni Formatore potrebbe riuscire a dare il meglio di se con un’altra.

Quindi non esistono strutture di allenamento giuste o sbagliate, ma adatte o non adatte a noi (che dobbiamo sempre dare il 110%) e al nostro gruppo.

Tra le diverse strutture esistenti, in questo articolo parleremo della STRUTTURA A FASI.

Cos’è la Struttura a fasi?

La Struttura a fasi è una suddivisione a scala, dal semplice al complesso, della seduta di allenamento.
All’interno di queste fasi ci si focalizza su un obiettivo tecnico principale, che ci accompagnerà lungo tutta la scalata.

Le fasi sono 6:
– Attivazione
– Fase Motoria
– Fase Analitica
– Situazionale Semplice
– Situazionale Complesso
– Partita

ATTIVAZIONE

La prima fase d’allenamento, come in tutte le strutture, è la fase di Attivazione.

Spesso il primo momento della seduta viene chiamato erroneamente “Riscaldamento“.
Perché erroneamente?
Il Riscaldamento, proprio come ci suggerisce il nome, serve per riscaldare il corpo, quindi per aumentarne la frequenza cardiaca.

L’Attivazione invece, oltre ad avere il compito di attivare il corpo, deve anche mettere in moto il cervello.
Per questo motivo negli sport situazionali è più utile effettuare un Attivazione piuttosto che un Riscaldamento (tipico dei maratoneti).

Il principio dell’Attivazione è quindi quello di abbinare l’obiettivo tecnico della seduta, ad aspetti cognitivi e di dominio palla.
Quindi il rapporto pallone/bambino deve essere il più possibile 1:1.

ESEMPIO: Prendiamo una categoria Pulcini di medio livello, ed ipotizziamo che l’obiettivo tecnico della seduta è la Finta e il Dribbling.
All’interno di uno spazio delimitato, i bambini conducono liberamente la palla con l’obiettivo di non scontrarsi. Al segnale del Formatore eseguono una finta (Precedentemente imparata – inventata sul momento – imposta dal formatore).
Variante 1: Al segnale si esegue la finta contro i coni sparsi all’interno del campo.
Variante 2: Al segnale si esegue la finta contro i coni del colore chiamato dal Formatore
Variante 3: Ad ogni colore corrisponde una finta diversa da eseguire

FASE MOTORIA

Il secondo step della struttura a fasi è la “Fase Motoria“.
In questo momento bisogna fare attenzione nel proporre richieste motorie adatte alla categoria.
Il rischio è quello di creare danni o, nelle migliori delle ipotesi, perdere tempo, perché ciò su cui ci stiamo focalizzando non migliorerà (e per fortuna non peggiorerà) gli aspetti motori dei nostri allievi.

L’esercizio deve essere strutturato in modo tale che i piccoli calciatori possano ripetere il gesto motorio il più alto numero di volte possibile.
Senza trascurare l’aspetto ludico ovviamente…

Su quali potrebbero essere gli obiettivi di questa fase, consigliamo la lettura del nostro articolo (Le capacità coordinative).

ESEMPIO: Procedendo con lo stesso gruppo di Pulcini e con il solito obiettivo tecnico, in questa seduta ci concentriamo su alcuni schemi motori di base: Saltare e rotolare.
Ovviamente l’obiettivo tecnico, seppur marginale, qual’è?
La Finta e Dribbling.
Quindi disponiamo i bambini su 3 file, ognuno con un pallone, e al segnale del Formatore, i primi di ogni fila gareggiano nel circuito saltando gli ostacoli e rotolando sul tappetino, tenendo la palla ferma tra le mani.
Dopo aver rotolato si conduce la palla con i piedi, finta contro il cono e si calcia nella porticina, il primo che fa goal guadagna un punto.

FASE ANALITICA

Come ci suggerisce il nome, in questa fase dell’allenamento, trattiamo l’obiettivo tecnico puramente in forma analitica.
Lo scopo è quello di meccanizzare e fare proprio il gesto tecnico.

Probabilmente è la fase più noiosa dell’allenamento per un bambino, per questo consigliamo di inserire comunque aspetti ludici (es: competizione a punti), il tiro in porta e possibilmente aspetti cognitivi.

ESEMPIO: Bambini disposti su 2/3 file. Al segnale del Formatore si conduce verso il cono centrale, si esegue la finta richiesta e si calcia in porta.
Variante 1: Il Formatore indica se indirizzare la finta verso destra o verso sinistra chiamando il colore del rispettivo cinesino.
Variante 2: Posizionare dietro il cono principale un altro bambino con il pallone tra le mani, il suo scopo è quello di lanciarla e colpire la palla del bambino che sta svolgendo l’esercizio. Quest’ultimo, per ingannare l’avversario e superarlo, dovrà spostare la palla ed eseguire delle finte.

SITUAZIONALE SEMPLICE

In questa momento della struttura a fasi, ciò che è stato imparato nella fase analitica, viene applicato in una situazione di gioco semplice.
– 1vsPortiere
– 1vs1 (ad inseguimento, laterale, frontale)
– 2vs1

Proseguendo la nostra scalata, dal semplice al difficile, l’obiettivo tecnico resta quindi lo stesso.
Considerando che nell’ 1VsPortiere si è più incoraggiati a tirare, nel 2vs1 a passare la palla, la situazione per eccellenza per allenare la finta ed il dribbling è l’1vs1.

ESEMPIO: 2 file poste frontalmente la porta, una rossa ed una blu.
Al segnale del Formatore entrambi i giocatori conducono la palla verso il cono. Viene chiamato un colore tra “rosso” e “blu”. Il bambino appartenete alla fila chiamata, esegue la finta contro il cono, calcia in porta e diventa il difensore. L’altro bambino, dopo aver superato anche lui il cono, ne raggira un altro esterno e diventa l’attaccante nell’1vs1.
Se l’attaccante supera il proprio avversario con la finta imparata nella fase analitica e poi fa goal, gli vengono assegnati 2 punti.
Se il difensore ruba la palla, ha a disposizione 2 porticine esterne per segnare (transizione positiva).

SITUAZIONALE COMPLESSO

Ci troviamo quasi alla fine della nostra scala, precisamente nella penultima fase, la più complessa dell’intera seduta.
In questa porzione di allenamento si cerca di riprodurre situazioni simili a quelle della partita.

Infatti, i nostri piccoli calciatori proveranno a sviluppare e ad apprendere l’obiettivo tecnico della seduta, con l’aggiunta di obiettivi di tattica individuale, in una situazione dove è prevista una numerosa presenza di avversari rispetto alle altre proposte.

Le proposte possono essere molto varie:
➡ 3vs1, 2vs2, 3vs2, 3vs3, 4vs4, 5vs5 ecc.;
➡ mini-partitelle a 2 o più porte;
➡ giochi di possesso palla con o senza jolly/comodino, 5vs2, 6vs3, 7vs2 eccetera (tutte richiedono sicuramente una porzione di campo superiore alle altre);
➡ partitelle a tema 

ESEMPIO: In questo caso, essendo l’obiettivo tecnico principale la finta e il dribbling, proponiamo una situazione in parità numerica, dove incoraggiamo i bambini ad utilizzare la finta precedentemente imparata.
Introduciamo anche un obiettivo di tattica individuale, l’Ampiezza.
L’esercizio è un semplice 3vs3 in cui gli attaccanti partono frontalmente la porta con la palla.
Il goal è valido solo se durante l’azione, questa è stata data almeno una volta ad un compagno in ampiezza (oltre la linea dei coni laterali).
I difensori se recuperano palla segnano nelle 2 porticine laterali (transizione + ampiezza)
VARIANTE 1: Il goal vale doppio se avviene dopo aver superato un avversario con una finta
VARIANTE 2: Prima di segnare bisogna andare in ampiezza in entrambi i lati

PARTITA

Ultimo step della Struttura a fasi (e non solo).
Si tratta di un momento fondamentale, ma spesso trascurato da alcuni formatori.

Personalmente divido questa fase in due:
– Partita assistita
– Partita libera

Per “Partita assistita” non intendo dire che impugno il Joystick e telecomando i bambini nelle loro giocate, ma oltre a dare piccole correzioni, cerco di integrare gli obiettivi della seduta all’interno della partita.
Molto banalmente, se in questo caso gli obiettivi sono la finta e il dribbling e l’ampiezza, incoraggio l’utilizzo di questi due concetti e magari li utilizzo per assegnare goal extra:
Se segnate dopo un dribbling o in un’azione in cui la palla finisce in ampiezza, il goal vale 2!
Infine, attraverso la “Partita libera“, lascio che i bambini giochino liberamente senza miei interventi.

CONSIDERAZIONI FINALI

Come dicevamo all’inizio dell’articolo, questa non è la struttura migliore che esista.
Ne esistono diverse, ognuna con i propri pregi e difetti.
Sta a noi Formatori individuare quale potrebbe essere più utile al nostro gruppo.

I punti di forza della Struttura a Fasi sono:
– Possibilità di lavorare con lo stesso gruppetto di bambini dall’inizio alla fine dell’allenamento (in caso di gruppi numerosi).
Gestione ottimale dei materiali e degli spazi: Se avete notato, la fase Analitica e i due Situazionali possiedono la stessa struttura di base. Basta spostare o eliminare un cono e si passa velocemente da un esercizio all’altro.
Ritmo alto: La conseguenza dei due punti precedenti è l’assenza di tempi morti, ed un ritmo alto nelle esercitazioni.

NB: Non abbiamo inserito le tempistiche per ogni fase, in quanto riteniamo che non debba esserci una tempistica fissa. In base alle necessità il formatore dovrà capire se dedicare più tempo alla fase analitica, piuttosto che a quelle situazionali.

Antonio Manco

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  • Ciao, ho trovato l’articolo molto interessante. Anche io lavoro in questo modo però non riesco a mettere tutte queste fasi. Solitamente ne metto 3 più la partita, avete qualche consiglio? Come suddividete in tempi le fase considerando un allenamento di circa un ora e mezza?
    Vi ringrazio, un Saluto

    • Ciao Luca,
      generalmente la suddivisione è impostata in questo modo:
      Attivazione 5′
      Fase motoria 10′
      Fase analitica 15′
      Situazionale semplice 15′
      Situazionale complesso 15/20′
      Partita 25/30′

      Ovviamente dipende dai casi. Magari abbiamo più necessità di concentrarci sulla fase motoria, e una soluzione potrebbe anche essere quella di integrarla nell’attivazione e analitico. Oppure decidiamo di dedicare maggior tempo alla fase analitica.
      Insomma, sta a noi trovare il giusto compromesso 🙂

      Spero di esserti stato utile.
      Antonio

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