Le capacità coordinative

Allenamento
Condividi

Cosa sono le capacità coordinative?

Le capacità coordinative sono delle capacità motorie.
Le capacità motorie sono quei fattori che influiscono sulla prestazione e possono essere migliorati, educati, trasformati e mantenuti attraverso il movimento.

Il compito del Formatore di scuola calcio, oltre ad insegnare la tecnica calcistica ed occuparsi di aspetti educativi e relazionali, è quello di sviluppare nei piccoli calciatori queste capacità fondamentali per lo sviluppo motorio del bambino.

Per poterlo fare, il Formatore deve possedere determinate conoscenze in ambito motorio.
In questo articolo, quindi, analizzeremo insieme (dal punto di vista teorico) le capacità motorie.

Iniziamo…

Le Capacità motorie

Le capacità motorie si dividono in:
CAPACITÀ COORDINATIVE
– Generali (come apprendimento, organizzazione e
controllo motorio)
– Speciali (che sono proprie di ogni disciplina)
CAPACITÀ CONDIZIONALI
Forza, Resistenza, Velocità, Flessibilità (mobilità articolare ed allungamento muscolare)

Le Capacità coordinative

La coordinazione viene influenzata dalla genetica, dall’ambiente e raggiunge il massimo sviluppo tra i 7 e i 13 anni.
Le capacità coordinative sono l’insieme delle capacità utilizzate per apprendere, controllare e organizzare (adattare e trasformare) un movimento.

Sono alla base dell’apprendimento e al miglioramento delle capacità tecniche;
sono strettamente correlate con le capacità condizionali.

Lo sviluppo delle capacità coordinative dipende dall’apparato percettivo (vista, udito, tatto), l’apparato senso-motorio (equilibrio, percezione dello spazio, e del tempo) e dalla capacità espressiva (linguaggi del corpo).

Per poter perfezionare le capacità coordinative bisogna conoscere le fasi sensibili in cui l’età è migliore per l’apprendimento dei gesti motori e sportivi.
Queste fasce d’età possiamo tradurle in 8-13 anni per i ragazzi, mentre per le ragazze tra i 7 e i 12 anni.

Possiamo dire che le capacità COORDINATIVE GENERALI (o di base) si riflettono con incisività sulle coordinative speciali..
Possono essere così classificate in:
Apprendimento motorio – Consiste nell’assimilazione e nell’acquisizione di movimenti o di parti di movimenti precedentemente non posseduti, che devono poi essere integrati nelle “mappe cognitive”.
Controllo motorio – Capacità di controllare i movimenti per raggiungere
esattamente lo scopo previsto dal gesto da compiere.
Adattamento e trasformazione -Capacità di cambiare, trasformare ed adattare i movimenti appresi ad improvvisi mutamenti delle condizioni esterne, per permettere di raggiungere sempre ed in ogni modo il risultato motorio previsto.
Nel gioco del calcio la variabilità delle situazioni fa si che questa capacità coordinativa sia presente quasi continuamente durante le fasi di gioco.

Le capacità COORDINATIVE SPECIALI, vale a dire le espressioni precise della capacità più generale di generare il movimento, sono:
Capacità di combinazione dei movimenti – Permette di collegare tra loro le abilità motorie automatizzate. Viene sviluppata con esercizi di coordinazione segmentaria tra arti inferiori e arti superiori.
Capacità di orientamento spazio-temporale – Consente di modificare la posizione e il movimento del corpo nello spazio e nel tempo, in riferimento ad un campo di azione definito.
Il movimento è più inerente all’intero corpo rispetto che ai suoi segmenti.
Esempi: giochi sportivi, sport di combattimento.
Capacità di differenziazione – Permette di realizzare, in modo finemente
differenziato, i parametri dinamici, temporali e spaziali del movimento. Viene sviluppata mediante esercizi con aumento graduale della precisione esecutiva come tiri al bersaglio da varie distanze.
Capacità di equilibrio – Consente di mantenere il corpo in equilibrio o di
recuperare la posizione desiderata dopo ampie sollecitazioni e spostamenti.
Capacità di reazione – Permette di reagire agli stimoli eseguendo come risposta ad un segnale, azioni motorie adeguate. Questa capacità è scarsamente allenabile.
Capacità di ritmizzazione – Contrazione-decontrazione secondo un ordine cronologico ed un particolare adattamento ritmico. Questa capacità si sviluppa con l’esecuzione di movimenti con variazione di ritmo e frequenza.

Per poter sviluppare le capacità coordinative generali e speciali è necessaria un’attività di base che consenta l’acquisizione di un bagaglio motorio basato sugli schemi motori di base, indispensabile per gli ulteriori apprendimenti.
Lo sviluppo delle capacità coordinative può seguire i 3 seguenti punti:
Formazione psicomotoria multilaterale di base (sviluppo e consolidamento degli schemi motori di base)
Inizio della specializzazione sportiva (sviluppo delle capacità coordinative generali)
Approfondimento della specializzazione sportiva (sviluppo delle capacità coordinative speciali)

La formazione delle capacità coordinative deve tenere conto delle fasi sensibili.
Un grave errore è cercare di anticipare i processi di apprendimento con azioni educative precoci o tardive poiché, come sappiamo, le capacità coordinative per poter essere sviluppate al massimo hanno bisogno di esercizi precisi e mirati.
Vi sono periodi in cui è necessario migliorare la capacità generali di coordinazione, vi sono altri momenti in cui è necessario migliorare le singole capacità coordinative speciali.
Le capacità generali di coordinazione permettono un più rapido apprendimento delle speciali, quest’ultime migliorano il livello di coordinazione generale.

  1. Bisogna scegliere bene gli esercizi in modo che possano sollecitare prevalentemente la capacità da sviluppare.
  2. Bisogna individuare, in ogni esercizio, i fini principali e quelli secondari.
  3. Bisogna tener conto dell’aspetto ludico. Il gioco rappresenta la forma preferita di attività motoria rivolta al bambino. Dai 6 ai 12 anni proporremo esercitazioni a carattere ludico, giocoso, non addestrativo, in modo da mantenere alta la motivazione al movimento in modo da ottenere la massima risposta motoria possibile.

Gli esercizi più adatti, per lo sviluppo delle capacità coordinative generali, sono quelli che prevedono l’utilizzo degli schemi motori di base, utilizzo di piccoli giochi e percorsi motori.

Le capacità coordinative vanno automatizzate con la ripetizione e vanno sviluppate ricordando di variare quantità e qualità.

Allenamento e fasi sensibili

Il processo di allenamento nell’età giovanile, dall’infanzia all’adolescenza, può trarre giovamento da quelle che sono comunemente note come le “fasi sensibili”.
L’allenamento è da intendere come un’attività ludico-sportiva, volta a stimolare un armonioso sviluppo psicofisico, senza alcuna ricerca della performance.

Le fasi sensibili pertanto individuano quali prestazioni godono del miglior margine di allenabilità e miglioramento nelle varie età.
La corretta e tempestiva stimolazione è quella che può portare i massimi benefici, invece interventi tardivi non consentiranno un analogo sviluppo.

Sotto il profilo fisico promuoveremo principalmente l’allenamento delle capacità condizionali e delle capacità coordinative.
Sul fronte psichico saranno stimolate le aree affettivo-cognitive.

Il giusto carico di lavoro sarà invece determinato tenendo conto anche di quella che è comunemente definita l’ età biologica di un individuo.
In tal senso, soprattutto durante la fase adolescenziale, ci si potrebbe imbattere tanto in individui la cui età biologica appare “maggiore” rispetto a quella anagrafica, tanto in individui in cui la situazione è invertita.

Le capacità coordinative quali orientamento, differenziazione spazio temporale, differenziazione dinamica devono essere sviluppate dall’inizio della seconda infanzia sino agli inizi della prima adolescenza (dai 6 ai 14 anni) mentre per le altre capacità coordinative analizzate come equilibrio, combinazione motoria e anticipazione devono essere sviluppate dall’inizio della terza infanzia fino agli inizi della prima adolescenza (dagli 8-9 ai 14 anni).

Per quanto riguarda le capacità condizionali quali forza, resistenza, rapidità, devono incominciare ad essere sviluppate nel periodo compreso tra la fine della seconda infanzia e l’inizio della terza (7-8 anni) ed essere incrementate a partire dalla primissima adolescenza (11 anni) in su.

Per quanto riguarda la mobilità articolare, devono essere sviluppate sin dalla primissima infanzia fino agli inizi del
periodo adolescenziale (dai 5 ai 13 anni).

Riassumendo, le capacità coordinative nel complesso subiscono un intervento ottimale tra il periodo di tempo che va dai 6 agli 11 anni;
successivamente subiscono una fase di stabilizzazione nella prima età adolescenziale e la maggior parte di esse tendono a decrescere nella seconda età adolescenziale.


Piccoli Calciatori mette a disposizione dei Formatori una Community chiusa (Gruppo Facebook) in cui, all’interno, sarà possibile oltre che confrontarsi con altri Formatori, ricevere contenuti extra da parte dei nostri esperti.  (Psicologi, Tutor scolastici, Nutrizionisti, Formatori…)

Iscriviti alla nostra Community dedicata ai Formatori(Clicca qui).
Basta solo inserire la tua mail! 😉


Condividi
Previous
La gestione dell’errore
Next
Scuola Calcio’s Got Talent

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici su Facebook

Facebook By Weblizar Powered By Weblizar