Le Life Skills nella Scuola Calcio

BambinoPsicologia e Comunicazione
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Il Formatore di scuola calcio, come abbiamo già ripetuto in altri articoli, non deve possedere solo competenze tecnico-tattiche.
Per svolgere al meglio il proprio lavoro necessita di ampliare i propri orizzonti, acquisire competenze comunicative, psicopedagogiche e non solo.

Tra queste rientra sicuramente la consapevolezza dell’importanza dello sviluppo delle Life Skills nei bambini.

Ma cosa sono le Life Skills?
Cosa c’entrano con la scuola calcio?
Come possiamo svilupparle?

COSA SONO LE LIFE SKILLS?

Per Life Skills si intendono tutte quelle competenze di vita acquisite tramite insegnamento ed esperienza diretta, che vengono usate per affrontare i problemi, gli stress e le pressioni della vita quotidiana.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha proposto nel 1992 il “Programma Life Skills” in quanto riconosce che il loro sviluppo nei bambini e negli adolescenti migliora il loro benessere psicofisico.

Il nucleo fondamentale delle Life Skills identificato dall’OMS è costituito da 10 competenze

  • Consapevolezza di sé
  • Gestione delle emozioni
  • Gestione dello stress
  • Comunicazione efficace
  • Relazioni efficaci
  • Empatia
  • Pensiero creativo
  • Pensiero critico
  • Prendere decisioni
  • Risolvere problemi

Queste competenze possono essere suddivise in 3 aree:

  • Area Emotiva: consapevolezza di sé, gestione delle emozioni, gestione dello stress
  • Area Relazionale: empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci
  • Area Cognitiva: risolvere problemi, prendere decisioni, pensiero critico, pensiero creativo

Consapevolezza di sé

La consapevolezza di sé significa conoscere se stessi.
Saper identificare i propri punti di forza e le proprie debolezze, i propri desideri e bisogni, le proprie insofferenze.
L’auto-consapevolezza permette di saper riconoscere i segnali emotivi del proprio corpo e dare un nome alle emozioni che si provano.

Gestione delle emozioni

Gestire le proprie emozioni non significa controllarle, ma utilizzarle come strumenti per agire senza farsi travolgere o trasportare dalle emozioni.

Si tratta quindi di consapevolezza emotiva, ovvero riconoscere le emozioni in noi stessi e negli altri, scegliere i propri comportamenti valutandone gli effetti su noi stessi e sugli altri in modo lucido ed efficace.

Gestione dello stress

Consiste nel riconoscere le quotidiane fonti di stress, nel comprendere come queste fonti ci influenzino e nell’agire in modo da controllare i diversi livelli di stress.

Gestire lo stress significa: 

  1. tornare ad uno stato di benessere psicofisico 
  2. trovare strategie per modificare: l’ambiente o se stessi (pensieri, emozioni, reazioni abituali) 

Comunicazione efficace

La comunicazione è il processo che consente di trasmettere informazioni.

Comunicare in modo efficace significa sapersi esprimere in ogni situazione con qualunque interlocutore sia a livello verbale che non verbale (espressioni facciali, la voce e la postura), in modo chiaro e coerente con il proprio stato d’animo.

Questo significa essere capaci di manifestare opinioni e desideri, ma anche opinioni e paure.
Può voler dire, inoltre, essere capaci in caso di necessità di chiedere consiglio ed aiuto.

Relazioni efficaci

Capacità che aiuta a mettersi in relazione con gli altri e ad interagire in maniera positiva, nel rispetto delle idee e dei bisogni delle altre persone oltre che dei propri.

Facilitano relazioni amichevoli, di grande importanza per la salute mentale e sociale, e soprattutto legami positivi all’interno della propria famiglia che fornisce un sostegno sociale fondamentale.

Aiutano anche a porre fine ad una relazione in modo costruttivo.

Empatia

L’Empatia è la capacità di mettersi nei panni degli altri, cioè di riconoscerne e condividerne le emozioni, mantenendo buoni confini in modo da non fondersi pienamente con le emozioni dell’altro.

L’Empatia favorisce lo sviluppo di relazioni profonde attraverso l’ascolto attivo e interessato dell’altro.

Pensiero creativo

Il pensiero creativo è la capacità di trovare soluzioni ed alternative originali di fronte a situazioni difficili e problemi.

Questa capacità aiuta a guardare oltre le esperienze dirette rispondendo in maniera flessibile alle situazioni della vita quotidiana.

Pensiero critico

Il pensiero critico è l’abilità di analizzare le informazioni e le situazioni in maniera oggettiva assumendo una posizione personale in merito.

Prendere decisioni (Decision Making)

La Decision Making è la capacità di elaborare attivamente il processo decisionale, valutando le differenti opzioni e le conseguenze delle scelte possibili.
Per questo motivo quest’abilità è strettamente collegata alla Consapevolezza di sé ed al Pensiero critico.

Risolvere problemi (Problem Solving)

Risolvere i problemi significa individuare soluzioni efficaci ad una situazione problematica tenendo presente il contesto e le persone coinvolte, compreso se stessi.
Problemi importanti lasciati irrisolti possono determinare situazioni di stress.

Il Problem Solving è collegato al Pensiero critico e al Pensiero creativo

PERCHE’ LE LIFE SKILLS SONO IMPORTANTI NELLA SCUOLA CALCIO?

L’infanzia e l’adolescenza sono fasi evolutive determinanti nel percorso di vita di ogni persona.
In questi periodi di vita si sviluppano capacità affettive, cognitive e sociali.

Per questo motivo, chiunque entri in contatto con bambini ed adolescenti, ha il dovere di sostenerne lo sviluppo della persona creando ambienti educativi favorevoli a tale scopo.

Non fanno quindi eccezione le scuole calcio ed i settori giovanili, dove l’obiettivo non deve essere esclusivamente quello di formare atleti, ma cittadini migliori.
Per fare ciò, le Competenze di vita (Life Skills) devono rientrare tra gli obiettivi stagionali insieme agli obiettivi motori, tecnici e tattici.

Le Life Skills infatti possono essere apprese, e richiedono quindi un processo di insegnamento attraverso istruzioni, dimostrazioni ed esercitazioni.

COME SVILUPPARE LE LIFE SKILLS?

Quattro ricercatori statunitensi (Gould, Collins, Lauren e Chung) nel 2006 hanno proposto un modello di intervento per allenare le Life Skills nello sport.

Questo modello è costituito da 4 aspetti:

  • Filosofia dell’allenatore
  • Relazione allenatore-atleta
  • Strategie specifiche per sviluppare le Life Skills
  • Considerazione dell’ambiente ed utilizzo delle risorse

Filosofia dell’allenatore

Per sviluppare le Life Skills nei bambini, all’interno della scuola calcio, è fondamentale che il Formatore possieda una filosofia, un modo di intendere lo sport giovanile, pertinente.

La filosofia richiesta è quella tipica del Formatore di scuola calcio, ovvero una figura che possiede competenze tecnico-tattiche, motorie, pedagogiche e comunicative, che si preoccupa dello sviluppo personale di ogni singolo bambino, attribuendo un valore di gran lunga inferiore al risultato agonistico.

Come spieghiamo in questo articolo (clicca qui), c’è differenza tra essere Allenatori ed essere Formatori.

Il Formatore aiuta il bambino nello sviluppo delle sue Life Skills focalizzandosi sulla sua crescita, sui suoi punti di forza e di debolezza e agendo da modello.

Le Competenze di vita, secondo lo psicologo canadese Bandura, vengono apprese anche in modo indiretto, attraverso l’osservazione di altre persone e, in modo particolare, di chi viene considerato come “modello”.

Il Formatore rappresenta il modello positivo da seguire.

Se non mostriamo Empatia verso i nostri bambini, come potranno loro sentirne verso i propri compagni?
Se non riusciamo a gestire le nostre emozioni, sopratutto quando siamo arrabbiati, come potranno i nostri Piccoli Calciatori fare altrettanto?

Relazione allenatore-atleta

Una buona relazione tra Formatore e bambino è fondamentale per lo sviluppo delle Life Skills.

Una relazione si intende buona quando sono presenti questi elementi:

  • Conoscenza: Conoscere il bambino, ogni singolo bambino, è la base per instaurare una buona relazione. Il Formatore non deve conoscere i bambini solo in aspetti tecnico-tattici, ma deve conoscerne i punti di forza e di debolezza, la sua emotività, il suo carattere…
  • Empatia
  • Comunicazione, intesa anche come il “saper ascoltare”
  • Fiducia e rispetto reciproco

Strategie specifiche per sviluppare le Life Skills

Le Life Skills per essere apprese vanno insegnate.
I bambini devono conoscerle, sapere a cosa servono nello sport e nella vita.

Il Formatore ha il compito di integrare agli allenamenti alcune strategie specifiche utili allo sviluppo delle Competenze di vita.

Ad esempio possiamo stimolare il Pensiero Critico dei nostri Piccoli Calciatori a fine allenamento, chiedendo loro come è andato l’allenamento, allo scopo di aprire un dibattito su cosa è andato bene e su cosa è possibile migliorare. Stesso discorso ovviamente vale anche per le partite.

Un altro esempio possiamo farlo per il Pensiero Creativo, dove durante gli esercizi, attraverso il Metodo Induttivo, possiamo indurre i bambini a trovare la soluzione per svolgere al meglio il compito.

Considerazione dell’ambiente ed utilizzo delle risorse

Per applicare i tre punti precedenti, è importante per il Formatore considerare l’ambiente in cui svolge il suo lavoro.

Se la società sportiva pretende risultati sportivi a discapito dello sviluppo dei bambini, sicuramente non è l’ambiente adatto per svolgere questo tipo di lavoro.
O meglio, non è l’ambiente adatto per svolgere attività giovanile.

Il Formatore quindi deve essere supportato dall’ambiente che lo circonda per remare insieme verso la stessa direzione.

Lo stesso discorso vale per i genitori che, ovviamente, sono la prima agenzia educativa dei bambini.

La maggior parte dei genitori pensa di fare del proprio meglio per aiutare i figli anche nell’esperienza sportiva.
Spesso però, il loro modello sportivo è quello degli atleti adulti, conosciuto attraverso i mass media, nel quale l’enfasi è posta quasi soltanto sulla vittoria e dove sono presenti a volte anche messaggi diseducativi.

Per questo motivo il compito di società e Formatore è quello di formare i genitori, sensibilizzandoli attraverso la propria filosofia, creando così dei Genitori Consapevoli (leggi qui l’articolo).

Solo in questo modo i genitori diventeranno una risorsa per il bene dei loro figli.

Pensare che lo sport possa essere educativo di per sé, in maniera automatica, è un falso mito.
Sono l’ambiente e le persone giuste a renderlo tale.

Antonio Manco

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